Oggi pulizia a fondo della libreria, adesso libera e accessibile, con l'aiuto della mia collaboratrice domestica.
Era entusiata, finalmente ha potuto spolverare e pulire con il prodotto dei mobili senza ostacoli e in pochissimo tempo.
Alla fine del lavoro mi ha fatto ridendo e indicando il divanetto carico di carpette e buste: "Quando facciamo qui?"
Io sono sempre più entusiasta, e oggi ho cominciato a sistemare i cosiddetti "documenti!
Non ho usato il criterio suggerito dalla Kondo, ma ho preferito usare un criterio temporale e funzionale.
Ho buttato i documenti condominiali precedenti al 2014, trattenendo solo quelli dell'anno in corso, e ho fatto una busta di oltre 4 chili di carta.
Stesso discorso per le bollette, ho conservato gli ultimi 12 mesi e il contratto originario.
Ho unificato due carpettoni, e ora le cose dell'anno in corso stanno in una carpetta fascicolata sulla scrivania, l'anno precedente in una carpetta nell'armadietto della libreria,
Ora tutto sta in un contenitore unico a portata di mano. Ho messo anche le password dell'INPS che mio marito usa tutti i mesi, e un contenioso di mio marito ancora aperto con l'Agenzia delle Entrate, che ho separato dai programmi per le prossime vacanze (le cose brutte devono stare lontane da quelle belle, sennò le contagiano di negatività - qui ho ragionato esattamente come Marie Kondo)
Ho raccontato a mia madre delle mie ultime imprese, e l'ho contagiata: anche lei ha deciso, in maniera del tutto autonoma, di buttare i vecchi documenti. Le ho spiegato come fare, e penso che lo farà da sola.
A proposito di mia madre: oggi ho capito una cosa per cui l'abbiamo tanto criticata.
Mio padre è morto dopo 12 anni di malattia, e mia madre lo ha assistito, con grave sofferenza personale, 24/7.
Subito dopo la sua partenza definitiva, nemmeno un mese dopo, mia madre ha svuotato gli armadi e ha dato alla Caritas tutti i suoi vestiti.
Noi non abbiamo capito perchè lo abbia fatto tutto insieme e subito, ma oggi capisco che è stato un modo per liberarsi, per quanto possibile, del passato, degli ultimi anni, della sofferenza.
Anch'io mi sento meglio, più libera e finalmente propositiva.
Mi sono concessa un premio, ho comperato un maglione a cui tenevo tanto.
A proposito di abbigliamento, in queste tre settimane di malattia e di permanenza forzata a casa, non mi sono messa la tuta, ma abiti comodi e discretamente eleganti.
Camicetta e giacchetta, twin set, pantaloni elasticizzati.
E' stato un modo per non buttarmi giù -
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