mercoledì 23 dicembre 2020

Insegnamenti di fine anno.

In questi giorni, quello che sta accadendo nella famiglia di mio marito, mi sta insegnando un sacco di cose.
Intanto che non ci si deve mai lamentare cercando di ottenere attenzione, perchè si passa per deboli, e questa cosa nell'età avanzata può diventare sinonimo di debolezza e incapacità di autonomia.
E non c'è nulla di peggio di essere privata della propria libertà.
La seconda cosa è che non devo mai appoggiarmi troppo su qualcuno.
Perchè poi è facile trasformare l'appoggio in dipendenza, e trovarsi in un pantano di legami.
Mia suocera ha sempre contato sugli altri, lamentandosi delle sue presunte debolezze. 
Oggi si trova totalmente dipendente dagli altri, nelle mani di due figli indegni, privata anche delle piccole somme.
Non voglio finire così.
Proprio lei una volta mi disse che il fatto di avere o non avere figli non garantisce una serena vecchiaia.
Poverina, mi fa pena e mi dispiace, ma purtroppo sta raccogliendo oggi quello che ha seminato in passato.
Altro insegnamento: mai lasciare la propria casa e le proprie cose, perchè poi è difficile staccarsi da chi ti promette assistenza e poi ti lascia al freddo e senza acqua, come sta succedendo in questi giorni a lei.

giovedì 26 novembre 2020

I problemi degli altri e i sensi di colpa.




In questo tempo sospeso sto cercando di lavorare su me stessa.
Devo lavorare molto sui sensi di colpa e sulle preoccupazioni.

Non posso avere i sensi di colpa sulle mie fantasie.
Se fantastico su cosa farei se fossi vedova, non vuol dire che io stia augurando la morte a mio marito.
Credo che faccia parte della mia paura del definitivo, del mio amore del provvisorio. 
Esorcizzo una tragedia per convincermi che potrei reagire. Intravedo la possibilità di aprire un nuovo capitolo, per il gusto della novità  che ho sempre avuto.

Devo inoltre sempre ricordare che i probblemi degli altri non sono i miei.
In particolare non devo angustiarmi per i problemi della famiglia di mio marito.
I problemi che stanno nascendo ora sono il risultato di scelte fatte più di venti anni fa.
Mia suocera sta raccogliendo oggi i risultati di quello che ha seminato negli anni.
I rapporti fra i miei cognati non sono sani, e adesso viene fuori in tutta la sua complessità.

E' pura cattiveria scaricare rabbia e frustrazione su mio marito, in un momento in cui mio marito non sta bene, sa di avere un tumore, non può ancora operarsi e sta facendo una terapia ormonale.

Una forte delusione mia nipote, che consideravo una figlia. Nemmeno una telefonata, un contatto. Condizionata da sua madre e suo padre.
Sicuramente sin da piccola ha respirato aria tossica, ma adesso ha vent'anni e studia da psicologa, dovrebbe essere in grado di farsi una idea da sola.
Ma è troppo condizionata da sua madre per essere obiettiva. E sua madre mi ha sempre visto come una nemica.

Devo ricordarmi che queste relazioni non sono le mie, io devo solo pensare al benessere di mio marito e della mia famiglia. La mia famiglia ha avuto ed ha altri problemi, ma il modo di risolverli è ed è stato molto diverso.

Devo farmi gli affari miei su questo argomento, non devo intervenire, nemmeno dando consigli non richiesti.
Devo ricordarmi che io sto bene con le mie cose, che non sono una persona materiale.




giovedì 19 novembre 2020

Tempo sospeso

Questi giorni sono un tempo sospeso. 
Lo sono per me, per le mie vicende personali, e lo sono per il mondo, per la pandemia.
Mi alzo la mattina e faccio quello che devo fare, il mo lavoro inutile di telefonate commerciali, gli appuntamenti.
Tengo la casa, faccio qualche faccenda, cucino per la dieta. Mi dico che, se fossi stata libera, avrei fatto una passeggiata.
Ancora non mi sento libera, anche se lo sono molto di più.
Però in realta che senso ha essere libera ma non potere viaggiare, non potersi muovere?

venerdì 18 settembre 2020

Passa il tempo, ma sono sempre qui.

Mi sono ricordata di avere un blog intimo, un diario, il contenitore dei miei flussi di coscienza.
Ho scoperto che posso accedere anche da PC dell'ufficio, di solito molto selettivo.
La verità è che volevo scrivere qualcosa, sfogarmi, mettere nero su bianco alcuni pensieri.

Ho letto quello che ho scritto negli anni passati, e mi rendo conto che 10 anni dopo non è cambiato nulla.
Combatto da sempre con l'ansia con i sensi di colpa, con il mio perfezionismo (che ho imparato si chiama "Io rigido").
E' un male o un bene? 
E' un male che non abbia risolto niente, ma è un bene che tutto questo non sia in effetti peggiorato.
In questi anni ho perso un genitore, ho preso venti chili, sono meno rigida nel rapporto con mio marito, forse un pò più menefreghista nei confronti di mio fratello, di cognate e cognati, degli amici.
Ho capito che le mie nipoti sono il prodotto dell'educazione delle loro madri, e dunque non devo aspettarmi nulla da loro.
Ho capito che il benessere economico è la chiave per stare bene, e che la ricchezza non è un peccato.
Però ancora vivo male, vivo di attese, scivolo sulla vita.