lunedì 22 febbraio 2016

Avvicinarsi al Magico Potere del Riordino #konmaritunnel #KonMariMethod - Seconda parte -

Sto continuando il mio viaggio nel magico mondo di Marie Kondo.

Devo ammettere che ho cominciato nella più totale ignoranza, nel senso che mi sono solo infomata su internet, e mi sono buttata in questa avventura.

A volere essere sincera, questa cosa è la naturale conseguenza del percorso di rinnovamento che sto facendo (alla soglia dei 53 anni, ma non è mai tardi).
Una bella dieta (con risultati non eclatanti ma stabili e soddisfacenti), e un percorso di miglioramento dello stile intrapreso con Anna Turcato, una eccezionale consulente d'immagine che mi sta aiutando molto.

Lei mi ha nominato la prima volta Marie Kondo, stimolando in me la curiosità.
In questo momento per una convalescenza post chirurgica sono a casa, e proprio adesso, guardando il mio armadio, ho sentito la necessità impellente di BUTTARE.

Ho cercato qualcosa su internet, trovando dei video di persone che avevano cominciato (e finito) il percorso, e ho preso spunto.

Solo dopo avere cominciato ho sentito la necessità di leggere il libro, perchè ho capito che la mia esigenza di cambiamento di questa fase della mia vita si rispecchiava facilmente nella filosofia zen del libro della Kondo.

Ho letto solo i primi capitoli, e mi va di comnciare a mettere per iscritto le mie impressioni, gli errori e le similitudini.

Io ho cominciato dall'armadio, come suggerisce la Kondo (non lo sapevo, mi è andata bene), ho cominciato di mattina presto, da sola in casa, senza musica e senza distrazioni.

Vivendo in una casa piccola, ho solo due armadi, uno per i vestiti di stagione e uno per quelli dell'altra stagione.

Non ho tirato fuori tutto insieme, ma separatamente i contenuti dei due armadi (diciamo una mattina l'invernale e una mattina l'estivo) -

Il risultato sono state 5 buste shopping piene di roba, che verranno ritirate dalla titolare di un centro di assistenza a famiglie disagiate.



A questo proposito devo assolutamente mettere per iscritto una riflessione, che ho ritrovato nelle prime pagine del libro.
Per paura dello spreco, avevo conservato vestiti di mia nonna, che era mancata a 80 anni e aveva una serie di maglioncini colori pastello praticamente nuovi, dei soprabiti, e qualche gonna.

Ovviamente lo stile era quello di una signora ottantenne. Ebbene, per 11 anni io ho tenuto quei vestiti, li ho messi, li ho abbinati fra di loro. Perchè? Credo per paura dello spreco, e non li ho buttati per rispetto per la memoria della nonna.

Ho dovuto lavorare sul senso di colpa, perchè buttavo cose seminuove (per fortuna la signora dell'associazione, prendendole, mi solleva da questa sensazione) e perchè buttavo le cose di mia nonna.
Ho dovuto lavorare anche sul senso di colpa per potere disfarmi di abiti regalatimi da mio padre e da mia madre molto molto anni fa.
Ho dovuto ripetermi che non facevo un torto a loro liberandomi di quei capi (molti vecchi e consumati, altri nuovi perchè non adatti a me).

Questi sentimenti li ho trovati espressi nelle prime pagine del libro.

Come ho riconosciuto il senso di sollievo che si prova, dopo.

Io guardavo dentro il mio armadio, e chiudevo subito, mettevo sempre le stesse cose, e quando mi forzavo a mettere altre cose (quelle della nonna) non ero felice. Invece la mattina in cui ho sistemato il mio abbigliamento ero felice, sollevata, guardavo l'armadio e non mi stancavo di farmi i complimenti da sola.



Ho anch'io avuto la mia dose di disturbo, in particolare mia mamma (come previsto dalla Kondo nelle pagine del suo libro) che è venuta per prendersi delle cose.
Per fortuna non ha accennato al fatto che erano le cose della nonna, o che ci fossero vestiti che mi aveva regalato lei.

Ha solo preso alcuni pantaloni e un maglioncino. Ma non è un problema mio, come dice Marie Kondo, e fra l'altro credo che in effetti li userà.

Ho riconosciuto nelle pagine del libro il senso di disagio che si prova nelle stanze sovraffollate di oggetti. Ecco perchè domani affronterò la libreria (ne ho una sola), e presto il mucchio di documenti.




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