Sto continuando la mia operazione di riordino e di allegerimento, e contestualmente prseguo la lettura del libro.
Oggi ho affrontato la mia libreria: fortunatamente ne ho una sola, di soli tre ripiani, ma purtroppo di difficile accesso (e' a ponte su un divanetto a due posti che si deve spostare).
Negli ultimi mesi (forse anni) era diventata un deposito, impossibile da pulire, di difficile gestione.
Il mio obiettivo è quello di liberare spazio, per concentrere nella libreria tutti i documenti della casa, liberando la stanza dalle cataste di roba.
A questo proposito devo esprimere due concetti. Come ben spiegato nel libro, questa stanza così combinata mi da disagio. Mi sembra di entrare in un magzzino, mi disturba vedere tutta questa roba, e so che la stanza non è pulita.
Il secondo concetto è che mi sono posta un obiettivo, e mi sono promessa un premio.
Devo liberare lo spazio della stanza, concentrando quello che devo tenere esclusivamente nei tre ripiani della libreria, e se ce la faccio potrò finelmente acquistare un tapis roulant da usare davanto alla TV.
Non ho potuto fare come consiglia Marie Kondo, ovvero tirare tutto giù e rimettere a posto per una serie di motivi.
Primo, una tendinite al polso che mi lascia lavorare solo poche ore di seguito. Secondo, non posso dedicare tutto il giorno, anche perchè fisicamente non ce la faccio. Terzo, mano a mano che faccio ipacchi mio marito li porta all'isola ecologica, e non posso farlgi fare due/tre viaggi al giorno.
Così sto andando per ripiani, considerando che le cose sono raggruppate (libri, dvd, vecchie cassette VHS).
Ho buttato tutti i libri, con la consapevolezza che non li avrei mai più letti.
Per lo più si tratta di edizioni economiche, gialli e legal thriller, nulla di raro.
Ho tenuto solo le guide Mondadori delle località dove probabilmente mi capiterà di tornare (Spagna, Germania, Francia, etc,etc.etc.) e cinque libri che mi hanno segnato, fra cui un liro scritto da un mio parente sulla storia della mia famiglia.
Domani affronterò gli altri ripiani (o forse nei prossimi giorni) e mi sento molto contenta. In effetti, come scrive la Kondo, più vadi aventi, più mi sento meglio, e sento di fare la cosa giusta.
E' come se mi liberassi dal passato, in verità, è come sentirmi più leggera.
La lettura del libro procede, anche se alcune parti le sento di difficile realizzazione.
Lasciamo stare i consigli di dialogo con vestiti e scarpe (non me la sento di ringraziare le cose, non lo sento reale) ma non credo che posso prendere l'abitudine di svuotare la borsa la sera e riempirla la mattina.
Per quanto riguarda i libri e i documenti, non me la sento assolutamente di condividere la scelta di non classificare i documenti,e di non sistemarli con un criterio di funzionalità -
La carpettina con le ultime analisi del sangue e i conteggi del condominio, per esempio, deve stare a portata di mano, mentre il contratto della casa di ventitre anni fa può anche stare nel ripiano più lontano.
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