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venerdì 15 novembre 2013

Autocritica



Stasera sono stanchissima, non vedo l'ora di andare a dormire. 

Sono anche un po' pensierosa, qualche piccola difficoltà relazionale, ma stamattina ho fatto una cosa che non è da me, mi sono voltata malissimo con un cliente, ho gestito malissimo una criticità nemmeno delle peggiori. 

Un po' mi vergogno, non riesco a trovare una giustificazione valida.....sicuramente la consapevolezza di essere nel giusto, un atteggiamento petulante dell'interlocutore.

Ma io ho esagerato, ecco, e non era nemmeno necessario.

martedì 30 aprile 2013

La saggezza del Leopardo (Nesbo)

Da qualche tempo mi interrogo sull'eutanasia, sui confini di quello che e' giusto e quello che non lo e', sull'accanimento e sulle cure.
O forse sarebbe piu' corretto dire che NON mi interrogo, perche' appena provo a pensarci, e' come se la mia capacita' di pensare scappasse, e restasse una zucca vuota al posto del cervello.

Razionalmente non sono riuscita a capirlo, ma domenica ho letto un brano del "Leopardo" di Jo Nesbo, e ho cominciato a capire perche' non riesco a pensare razionalmente a questo argomento.

Il padre di Harry e' in ospedale, paziente terminale, e gli chiede di aiutarlo a morire. Lui si rifiuta, e ne parla con Sigurd Altman, l'infermiere del reparto.

Harry si stropicciò il collo. - Non è che ho principî tipo l'inviolabilità della vita o cavolate simili. La mia è pura e semplice debolezza. Anzi, vigliaccheria. Accidenti, Altman, non è che hai qualcosa da bere qui?


Sigurd Altman scosse la testa. Harry non sapeva se in risposta alla sua domanda o a quello che aveva detto prima. Forse tutt'e due le cose.

- Non puoi svilire i tuoi sentimenti così, Harry. Cerchi di scantonare il fatto che tu, come chiunque altro, sei guidato dai concetti di giusto e sbagliato. Forse il tuo intelletto non possiede tutte le argomentazioni per spiegare questi concetti, ma sono comunque radicati in te molto, ma molto profondamente. Giusto e sbagliato. Forse sono cose che i tuoi genitori ti hanno raccontato quando eri piccolo, una fiaba con la morale che ti ha letto la nonna, un episodio che è successo a scuola e ti è sembrato ingiusto e su cui hai riflettuto molto. La somma di tutte queste cose semidimenticate -.

Altman si sporse in avanti. - «Profondamente radicate» è comunque un'espressione molto azzeccata. Perché dice che forse non riesci a vedere la radice, giù in fondo, e malgrado ciò non ti schiodi di lì, continui a vagare in tondo, è quello il posto cui appartieni. Cerca di accettarlo, Harry. Accetta la radice.





lunedì 18 marzo 2013

La vita continua....per gli altri!

Purtroppo mi rendo conto di essere in un pantano. Mi sento nelle sabbie mobili. Potrei copia/incollare una mia riflessione del 6/9/2011, e ancora oggi mi sento cosi'.

Perche' mi sta venendo il panico? Sto partendo per una vacanza sognata da tempo, le valigie sono pronte, non lascio nulla in sospeso, a casa tutto tranquillo...eppure ho un nodo allo stomaco, tremo, e ho paura.


Paura di cosa?

Senso di colpa per partire e lasciare mia madre sola, paura per quello che puo' accadere mentre sono lontana, vergogna per quello che possono pensare le persone, senso del dovere nei confronti di mio marito.

E tutto questo non mi fa dormire, non mi fa assaporare il qui e ora, i bei giorni che mi aspettano, la bella esperienza che andro' a fare.

Credo sia un fatto di radici culturali (cattoliche), di educazione (responsabile) e di carattere (perfezionista e accentratore)

Mi compatisco e vorrei essere diversa.


mercoledì 24 agosto 2011

Il nemico invisibile


 (400) Il mio nemico invisibile e' l'ansia. Il mio cervello e' sempre in movimento, non si riposa mai. Il dormiveglia e' fisicamente un momento di riposo, ma il cervello continua a lavorare, finche' non mi addormento, ed addormentarmi e' sempre piu' difficile.
Ho scoperto ormai da tempo che se penso a qualcosa di bello mi addormento meglio. E siccome nella mia vita c'è molto poco di bello, mi invento film e storie meravigliose in cui sono protagonista. Di solito sono bella, magra, ricca e libera, e vivo in una grande citta', preferibilmente New York o Berlino. Incontro un uomo piu' giovane, piu' povero (o anche ricco, ma con un titolo nobiliare), un personal trainer o un avvocato, e vivo storie d'amore, passione e sesso. Al momento del sesso e' raro che ci arrivo, di solito mi sono addormentata prima.

Cosi' riesco ad addormentarmi, ma durante il giorno il cervello lavora a pieno regime. Oggi mi sono resa conto di avere un cervello bipartito: stavo facendo un lavoro, e comunque mi concentravo (debolmente) su quello che stavo facendo, e nello stesso tempo pensavo ad altre cose da verificare.

Credo che non smettero' con l'ansiolitico, volevo smettere mentre ero in vacanza, ma e' un rischio, rischio di passare una vacanza in fase di ansia acuta, considerando che sono lontana da casa.
Mi conviene continuare fino a momenti migliori.