venerdì 20 agosto 2010

Attesa

(82) Da un pò di tempo mi sono resa conto che la mia vita da adulta è stata sempre stata in atteggiamento di corsa verso qualcosa, e di attesa.

All'Università avevo la fretta di finire....e ho corso, ho finito in quattro anni, perchè mi dovevo laureare presto...

Perchè? Che dovevo fare? Non mi sono goduta gli anni dell'Università, che sono stati probabilmente i migliori , ho fatto scelte sbagliate, mi sono fatta condizionare da un percorso non mio.

Ho cominciato a lavorare in provincia, e ho subito cominciato a aspettare le promozioni e il trasferimento a casa. Nel frattempo mi sono messa con mio marito, e ho cominciato ad aspettare il suo divorzio e il matrimonio, e il trasloco a casa mia.

E così non mi sono goduta i primi anni di convivenza, che oggi rimpiango per la passione e la scoperta della vita insieme. Non mi sono goduta la vita in un paese in riva al mare, vicino alla città ma bello, allegro e comodo...ed oggi talvolta rimpiango quella casa, il lungomare, la spiaggia davanti casa.

Ho cominciato a vivere in attesa dei miei viaggio, considerando i miei periodi all'estero e le vacanze come uno spartiacque di vita, rimandando tutto "a dopo il viaggio".

Adesso mi sono resa conto di attendere gli eventi naturali per ricominciare ad essere libera.

A parte il fatto che questo pensiero mi fa stare male e mi riempe di sensi di colpa, poi non mi pare un atteggiamento corretto anche nei confronti di me stessa.

Mi dico che è giusto avere degli obiettivi, ma non si può vivere trattenendo il respiro fino alla prossima "cosa".
Devo lavorare su questa cosa, imponendomi di vivere momento per momento.
Forse mi dovrei imporre di isolare un singolo momento ogni giorno che valga la pena di essere vissuto.

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